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Solennità dell' Assunzione

e palio dell'Assunta

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Simulacro della Madonna del Monte Carmelo

nella Chiesa dei S. Angeli Custodi

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Rientro Statua Madonna del Monte Carmelo dopo il restauro.

Inizio Novena Madonna del Carmine 

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Corpus Domini

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La comunità parrocchiale di Longobucco, guidata da don Pompeo Tedesco, si appresta a vivere un evento straordinario per la sua millenaria storia. E’ infatti previsto dal 25 al 29 giugno prossimi un pellegrinaggio in Terra Santa “per vivere un’esperienza di fede, per entrare in contatto con quelli che sono i luoghi e la storia della salvezza”. I 40 partecipanti al pellegrinaggio si sono ritrovati con il parroco per un raduno di preparazione e di spiritualità. Nel corso dell’evento don Pompeo ha tracciato le linee guide del pellegrinaggio che intende essere “un viaggio spirituale che scuota anche l’animo e che permetta a ciascuno di scoprire i passi che deve compiere nella sua vita spirituale”. La riflessione proposta dal parroco sul testo del Salmo 84 si è poggiata su una premessa fondamentale, quella di coltivare il desiderio. Tutto comincia con una sete e una fame senza le quali non si arriva da nessuna parte. Si cammina se si è felici, se si è solo assetati e tristi, depressi e scoraggiati si fa poca strada. Che cosa cerchiamo in questi giorni? Ha chiesto il sacerdote. Che cosa ci manca? Che cosa desideriamo? Quale intuizione ci spinge e ci fa presagire una bellezza che ci attende? In che modo possiamo dire che Dio è la nostra gioia, il nostro desiderio, la sorgente stessa della sete e della possibilità di essere placata, anche se mai finita?  Il pellegrinaggio –ha sottolineato ancora don Pompeo- chiede di prendere una decisione che esige coraggio. Lasciare e avanzare verso un tempo e un luogo che ci è ignoto. Il cammino è sempre sorprendente e imprevedibile perché non è sempre come ce lo aspettiamo e perché sarà un cammino che dovrà attraversare luoghi di sudore, fatiche che sembrano inutili o superiori alle nostre forze. La sorpresa del viaggio è che la forza aumenta lungo il cammino e si diventa testimoni di una trasformazione incredibile. Alla fine –ha concluso il parroco della comunità- la meta del pellegrinaggio è trovare casa in Gesù, nella sua umanità, nella sua carne, nella sua storia. Ci basta solo fermarci alle soglie della sua dimora. Questo è tutto quello che possiamo aspettarci e possiamo promettere di accompagnare il cammino di ciascuno fino alle soglie della storia e dell’umanità di Gesù. Attendere sulla soglia, certi che un giorno quella porta ci verrà aperta per entrare con lui e trovare un riposo pieno”.

Prime Confessioni

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Veglia di Pentecoste

Anno 3   Numero  2  *   Marzo - Aprile 2017

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